Nessuno ci invita più alle feste…la sindrome ADHD (deficit di attenzione e iperattività)

FOTO ADHD

 

Bambini vivaci o iperattivi?

Il confine tra personalità vivace e comportamento problematico è piuttosto labile e soggetto a fraintendimenti. Il risultato è che spesso si considerano affetti da disturbo, bimbi la cui natura è quella di essere semplicemente vivaci.

La vivacità è una caratteristica positiva nei bambini in quanto li rende attivi e curiosi nei confronti delle esperienze circostanti .  I bambini vivaci  sono quelli che attraversano particolari fasi del loro sviluppo con atteggiamenti di dinamismo e vivacità comuni in età infantile e indice di uno sviluppo sano, rientrando nella normale esuberanza infantile.

Tuttavia, quando  tale vivacità diventa eccessiva e si accompagna a caratteristiche quali impulsività, disattenzione e carenza nell’autocontrollo, può trattarsi di una vera e propria patologia che richiede una diagnosi specialistica e una terapia mirata.

Si parla in questo caso di bambini estremamente vivaci, che faticano a mantenere a lungo  l’attenzione su uno stesso stimolo o sentono il bisogno di muoversi continuamente che hanno delle reali difficoltà a rimanere fermi o a mantenersi lungamente concentrati con atteggiamenti che prendono il sopravvento, interferendo con il funzionamento individuale, sociale e scolastico del bambino

 

Quindi quando si può parlare di Adhd?

Il DSM IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) definisce l’ADHD come  “disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività”.

Come avete già visto con la mia collega, esistono dei criteri diagnostici per definire tale sindrome che si basano sulla DIFFICOLTA’ DI ATTENZIONE, IPERATTIVITA’ E IMPULSIVITA’.

 

– SPESSO NON RIESCE A PRESTARE ATTENZIONE AI PARTICOLARI O COMMETTE ERRORI DI DISTRAZIONE NEI COMPITI SCOLASTICI, SUL LAVORO O IN ALTRE ATTIVITA’

– SPESSO HA DIFFICOLTA’ A MANTENERE L’ATTENZIONE SUI COMPITI O SULLE ATTIVITA’ DI GIOCO

– SPESSO NON SEMBRA ASCOLTARE QUANDO GLI SI PARLA DIRETTAMENTE

– SPESSO NON SEGUE LE ISTRUZIONI E NON PORTA A TERMINE I COMPITI SCOLASTICI, INCOMBENZE O DOVERI SUL POSTO DI LAVORO (NON A CAUSA DI COMPORTAMENTO OPPOSITIVO O DI INCAPACITA’ A CAPIRE LE ISTRUZIONI)

– SPESSO HA DIFFICOLTA’ AD ORGANIZZARSI NEI COMPITI E NELLE ATTIVITA’

– SPESSO EVITA, PROVA AVVERSIONE O E’ RILUTTANTE AD IMPEGNARSI IN COMPITI CHE RICHIEDONO SFORZO MENTALE PROTRATTO (COME COMPITI IN CLASSE O COMPITI PER CASA)

– SPESSO PERDE GLI OGGETTI NECESSARI A I COMPITI O ALLE ATTIVITA’ ( ES. GIOCATTOLI, PENNE,MATITE, LIBRI….)

– SPESSO E’ FACILMENTE DISTRATTO DA STIMOLI ESTERNI

– SPESSO E’ SBADATO NELLE ATTIVITA’ QUOTIDIANE

quelli legati all’iperattività sono invece:

– SPESSO MUOVE CON IRREQUIETEZZA MANI O PIEDI O SI DIMENA SULLA SEDIA

– SPESSO LASCIA IL PROPRIO POSTO A SEDERE IN CLASSE O IN ALTRE SITUAZIONI IN CUI CI SI ASPETTA CHE RESTI SEDUTO

– SPESSO CORRE E SALTA OVUNQUE IN MODO ECCESSIVO IN SITUAZIONI IN CUI E’ FUORI LUOGO (NEGLI ADOLESCENTI O NEGLI ADULTI CIO’ PUO’ LIMITARSI A SENTIMENTI SOGGETTIVI DI IRREQUIETEZZA)

– SPESSO HA DIFFICOLTA’ A GIOCARE O A DEDICARSI A DIVERTIMENTI IN MODO TRANQUILLO

– E’ SPESSO SOTTO PRESSIONE O AGISCE COME SE FOSSE MOSSO DA “UN MOTORINO”

– SPESSO PARLA TROPPO

 

i sintomi legato all’ impulsività sono:

– SPESSO “SPARA” LE RISPOSTE PRIMA CHE LE DOMNDE SIANO STATE COMPLETATE

– SPESSO HA DIFFICOLTA’ AD ATTENDERE IL PROPRIO TURNO

– SPESSO INTERROMPE GLI ALTRI O E’ INVADENTE NEI LORO CONFRONTI (ES. SI INTROMETTE NELLE CONVERSAZIONI DEGLI ALTRI O NEI LORO GIOCHI)

 

La presenza di solo alcuni di questi comportamenti non basta però per sospettare una sindrome.

Per pensare all’ADHD ci deve essere una evidente compromissione del funzionamento scolastico, sociale e lavorativo. I sintomi si devono manifestare in età prescolare e non si possono attribuire ad altri disturbi mentali.

Cosa ancora più importante devono persistere almeno 6 sintomi per minimo  sei mesi in più contesti sociali (casa,scuola,gioco) in una intensità tale da compromettere lo sviluppo del bambino e provocare disadattamento.

Se sono presenti i sintomi appartenenti alla disattenzione si parla di SOTTOTIPO DISATTENTO

Se i sintomi riguardano tutte e tre le aree allora si parla di SOTTOTIPO COMBINATO

Invece, se i sintomi appartengono alla sfera dell’impulsività abbiamo un SOTTOTIPO IPERATTIVO-IMPULSIVO

In tutti i casi comunque, ci sono dei sintomi secondari, derivanti dall’interazione tra le caratteristiche primarie del disturbo e l’ambiente. E’ su questi che mi vorrei soffermare perché credo  che effettivamente siano di più difficile gestione all’interno del gruppo classe.

I sintomi secondari sono:

  • Comportamenti aggressivi
  • Difficoltà scolastiche
  • Disturbi emotivi
  • Problematiche interpersonali

 

  • Per quanto riguarda i comportamenti aggressivi molti dati suggeriscono che i fattori socioculturali giochino un ruolo importante nello sviluppo del disturbo della condotta. Lo  sviluppo di tratti oppositivi e provocatori può essere corresponsabile di una serie di fallimenti in ambito scolastico e sociale infatti sono maggiormente compromesse le relazioni con i pari e con gli adulti.

Inoltre il bambino iperattivo/aggressivo attribuisce più intenzioni ostili al comportamento dei pari in situazioni ambigue e risponde più aggressivamente a comportamenti ambigui e provocatori.

ragazzi che manifestano comportamenti aggressivi sono più a rischio di altri di sviluppare comportamenti devianti, di avere problemi con la giustizia o di abuso di sostanze stupefacenti.

  • I bambini con ADHD manifestano difficoltà scolastiche soprattutto nel calcolo, nel problem solving matematico e nella grafia, che mostra atipie nei caratteri ed errori ortografici. Questo succede perché tendono a liberarsi presto dal compito, a evitare la lettura di testi informativi, a non ritornare indietro per rispondere alle domande presenti nel libro, sono distratti da stimoli interferenti e non riescono a mantenere in memoria troppe informazioni. Possiedono scarse capacità meta cognitive (riflessione e consapevolezza) e non attendono che l’insegnante completi la consegna. Interrompono frequentemente e ostentano una sicurezza nella comprensione del problema che però non trova riscontro nella valutazione dell’elaborato.

Se si insegnano loro, e possibilmente anche ai genitori e agli insegnanti privati che li seguono a casa, delle strategie efficaci, questi bambini riescono comunque a ottenere buoni successi.

  • I disturbi emotivi che possono derivare dalla sindrome ADHD si riferiscono a disturbi d’ansia e a disturbi dell’umore,soprattutto di tipo depressivo. In entrambi i casi i sintomi del disturbo si sviluppano perché i bambini o i ragazzi vivono un senso di fallimento e di frustrazione a seguito di una serie di fallimenti in ambito sociale e scolastico. Ciò li rende insicuri rispetto alle loro capacità ed incerti sui risultati dei loro comportamenti, sviluppando così una sfiducia nella propria capacità di incidere sugli eventi, arrivando a volte ad un atteggiamento depressivo.
  • I problemi di autocontrollo comportamentale naturalmente si ripercuotono anche sulle relazioni interpersonali. La qualità delle loro relazioni non è certo adeguata, ma bisogna precisare che molto spesso i bambini con ADHD con manifestazioni di aggressività non mostrano questi comportamenti disturbanti in modo intenzionale e rimangono sinceramente sorpresi degli esiti negativi che scaturiscono le loro azioni maldestre.

Si è osservato però che, in un contesto strutturato tra compagni, dove i bambini con ADHD possono assumere un ruolo attivo e collaborante, i comportamenti cooperativi sono maggiori. Diverso è quando il loro ruolo è più passivo e non è ben definito, perché tendono maggiormente ad essere contestatori e incapaci di comunicare in modo positivo con i compagni.

 

I sintomi si manifestano in modo differente a seconda dell’età infatti nella scuola dell’infanzia si osserva un irrefrenabile bisogno di soddisfare i propri desideri immediati e una scarsa risposta alle punizioni. Quindi c’è un deficit di inibizione e scarsa tolleranza dell’attesa, nonché uno scarso controllo attentivo che porta il bambino a non ascoltare efficacemente le istruzioni.

Nella scuola primaria c’è un aumento delle richieste ( ascoltare la spiegazione, eseguire gli esercizi, controllarne la correttezza, lavorare in gruppo, rispondere alle domande collettive o individuali) e un conseguente incremento delle problematiche cognitive e comportamentali. Predomina il disordine, la disattenzione e il chiasso. Le distrazioni sono spesso collegate dal bambino ad una attribuzione esterna ( es. la gomma è sparita, è Lucia che non mi presta la penna…) probabilmente per evitare di autopunirsi per ogni comportamento negativo e autogiustificarsi soprattutto ai propri occhi, prima che a quelli degli altri. Durante lo svolgimento dei compiti a casa e le verifiche in classe c’è una incapacità di organizzare e pianificare le attività.

Nonostante questo se c’è interesse, brevità, verifica immediata e quindi ottenere un rinforzo vedendo concluso il compito e avendone un riscontro immediato, il bambino riesce a svolgere meglio alcuni compiti. Questa variabilità di comportamento, però, disorienta le insegnanti, che non capiscono perché mai a volte riesca bene, mentre altre non “combini nulla di buono”.

Nella scuola secondaria persiste l’atteggiamento immaturo e diminuisce l’esuberanza motoria. Manca la capacità di cogliere l’idea centrale, di fare una sintesi organica delle informazioni. Questa difficoltà a strutturare una gerarchia di informazioni può dipendere dallo scarso sforzo che il ragazzo investe nello studio e dal poco tempo messo a disposizione, ma anche da uno stile cognitivo poco strategico e poco capace di organizzare le informazioni più importanti in memoria. Le aree più problematiche sono le materie di studio e la riproduzione del testo scritto. Le relazioni sociali sono instabili. I ragazzi con questa sindrome tendono ad instaurare un rapporto di amicizia solo con poche persone che però cercano al bisogno e non riescono a costruire una profonda amicizia basata sulla fiducia e sul dialogo.

 

 

 

Cosa può fare quindi l’insegnante per gestire al meglio il gruppo classe in un’ottica di inclusione con bambino  ADHD?

Ci sono degli strumenti funzionali per i docenti che si possono diversificare in :

  • OSSERVATIVI
  • STRATEGICI
  • COMUNICAZIONE SCUOLA-FAMIGLIA

 

  • STRUMENTI OSSERVATIVI:
    • SCALA SDAI
    • SCALA DI CONNERS

Queste due scale osservative sono utili agli insegnanti per verificare la presenza di più sintomi primari della sindrome ADHD prima di avere certezza della diagnosi. È importante sottolineare, come già detto in precedenza, che la sola osservazione non porta a diagnosticare la sindrome ma può comunque aiutare voi insegnanti a valutare l’opportunità di suggerire ai genitori degli approfondimenti e delle visite specialistiche a bambini dei quali si sospetta la sindrome. Le due scale osservative sono anche utili per rendersi conto dei comportamenti dei bambini, in modo da utilizzare delle strategie efficaci per la gestione della classe in un’ottica inclusiva.

Come? Attraverso gli strumenti strategici.

 

  • STRUMENTI STRATEGICI:

I bambini con ADHD spesso hanno una scarsa capacità di prevedere le conseguenze,con sottovalutazione dei pericoli oggettivi che li porta a compiere azioni pericolose. Vi ricordo che nel modo scorretto di comportarsi non c’è alcuna intenzionalità di ferire, irritare o danneggiare gli altri. Cosa si può fare allora per strutturare al meglio lo spazio di questi bambini e aiutarli a prevedere le conseguenze di determinati eventi prima di agire?

  • ORGANIZZAZIONE DELLA CLASSE
  • ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI DI LAVORO
  • ORGANIZZAZIONE DEL MATERIALE
  • IDENTIFICARE I RINFORZI

 

 

ORGANIZZAZIONE DELLA CLASSE

La disposizione dei banchi all’interno dell’aula può avere diverse soluzioni (a scacchiera, a coppie, a file parallele, a ferro di cavallo e a ferro di cavallo con banchi centrali). Ogni disposizione ha i suoi pregi e i suoi difetti. Nello scegliere l’insegnante deve porsi alcune domande:

 

  • Dalla cattedra si vede il bambino?
  • È facilmente raggiungibile?
  • È favorito lo scambio di sguardo insegnante-bambino?
  • Ha compagni vicino a lui?
  • Se si è meglio averli vivaci o tranquilli?
  • Se un bambino si alza per qualche motivo, quanti bambini possono essere disturbati o coinvolti?
  • Quanti bambini guardano direttamente fuori dalla finestra?
  • Ogni bambino quanti bambini può osservare dal suo posto?

Inoltre si devono tener presenti i potenziali distrattori, che sono:

  • Cartelloni
  • Cestino
  • Porta
  • Finestre
  • Orologio
  • Compagni vivaci
  • Armadi/librerie
  • Tavolo con materiale pittorico o altro

Naturalmente non è possibile eliminare tutte le fonti di distrazione ma è possibile,però, tenerne conto nello scegliere la disposizione dei banchi e il posto da assegnare ad ogni bambino.

 

 

 

ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI DI LAVORO

In una classe  e in una famiglia con bambini con ADHD è molto funzionale esplicitare le routine dei tempi di lavoro, chiarificandole come regole di comportamento, in modo tale che questi diventino capaci di prevedere cosa l’ambiente si aspetta da loro e abbiano maggiori possibilità di soddisfarne le richieste. È importante condividere con tutto il gruppo classe  e con la famiglia le regole, discutendo con i bambini e dandogli  la possibilità di modificarle e approvarle. In tal modo aumenterà il loro grado di impegno nel rispettarle.

Perché vi sia un incremento nell’abilità di rispettare le regole anche nei bambini con ADHD, può essere utile adottare alcuni accorgimenti facilitanti :

  • Le regole devono essere sempre delle proposizioni positive e non divieti;
  •  devono essere semplici e chiare;
  •  devono descrivere azioni in modo operativo (es. state buoni è troppo vago mentre dire non vi alzate perché sto spiegando è più chiaro);
  • Si dovrebbero utilizzare simboli colorati ( per avere un segnale immediato del contenuto)
  •  devono essere poche (max 10) ed espresse sinteticamente;
  • Trascritte in un cartellone.

Altra strategia molto efficace è quella di abituare i bambini con ADHD a lavorare con tempi stabiliti per aiutarli ad essere efficaci nella pianificazione. In questo senso si può intervenire sulla capacità di compiere corrette stime sul tempo, che inizialmente verranno date dall’insegnante a scuola e dai genitori a casa e successivamente, attraverso un gioco, vengono richeste ai bambini.

 

ORGANIZZAZIONE DEL MATERIALE

Organizzare il materiale di lavoro può incrementare le capacità di pianificazione  e permette di attenuare la comparsa di alcuni comportamenti di disturbo, quali il lamentarsi di non avere il proprio materiale e chiederlo ai  compagni interrompendoli durante la lezione. Inoltre, cercando di abilitare il bambino anche rispetto a quest’area, è possibile favorire la comparsa di azioni corrette da gratificare.

Può essere utile appendere in aula un cartellone dei materiali e uno delle materie giornaliere. Inoltre, all’inizio dell’anno si può preparare uno schema del materiale necessario per ogni materia da attaccare sul diario di ogni bambino. La stessa procedura si può riproporre a casa, in modo che il bambino abbia uno schema di riferimento per organizzare il materiale necessario da portare in classe o da utilizzare a casa.

Queste attività risultano molto utili per tutti i bambini, perché una buona organizzazione del materiale è  presupposto basilare di un corretto e rapido svolgimento delle consegne.

Per favorire la gestione del materiale scolastico si può utilizzare il sistema a punti:

è una procedura che si fonda su un accordo fatto con il bambino basata su uno schema di gratificazione da convertire in premi materiali o pregi, o di costo della risposta.

  • Preparare schede ritagliabili con piccole illustrazioni del materiale, come quelle dei cartelloni;
  • A un’ora prestabilita della mattinata far leggere alla classe  il cartellone delle materie per il giorno dopo
  • Far elencare il materiale necessario per ogni materia
  • Chiedere di incollare sul diario per il giorno dopo le figurine del materiale scolastico individuato
  • Ogni mattina, all’inizio della lezione, verificare la presenza del materiale e dare la gratificazione (se il bambino ha raggiunto il criterio stabilito) o il costo della risposta (se non è stato in grado di mantenere gli impegni presi con l’insegnante).

IDENTIFICARE I RINFORZI

Il modo migliore per identificare le conseguenze rinforzanti è osservare le azioni del bambino, tenendo presente che, se alcuni comportamenti sono frequenti, è più probabile che siano rinforzanti (es. se il bambino disegna spesso, sicuramente questa attività è rinforzante).

Un altro tipo di rinforzo molto efficace è il rinforzo sociale (attenzione, riconoscimento, parole gentili e di approvazione da parte dell’adulto).

Bisogna fare attenzione però a non dare un rinforzo sociale negativo. Questo può succedere se si dà troppa attenzione al bambino che si sta comportando male, perché in questo modo invece di sminuire il comportamento indesiderato viene rinforzato.

Un altro errore a cui bisogna fare attenzione è non dare lodi al bambino sotto forma di elogi rivolti alla sua persona e non al comportamento specifico. Questo può far consolidare nel bambino l’idea che “quando riesce è bravo,se sbaglia non vale niente”. È preferibile perciò fare delle lodi sul comportamento specifico piuttosto che sulla persona in generale.

Altro elemento importante è non aggiungere una critica subito dopo un elogio, altrimenti si sminuisce il comportamento corretto invece di valorizzarlo (sei stato bravo a fare tutto da solo, se lo avessi fatto anche ieri nn avremmo passato una brutta mattinata….).

Anche il tono di voce è importante,che deve essere diverso da quello usato nelle quotidiane attività, in modo da essere notato dal bambino.

Bisogna fare attenzione a non incorrere in alcuni errori quando si utilizza il rinforzo sociale.

 

  • dare molta attenzione a comportamenti indesiderabili del bambino fa rinforzare i comportamenti stessi invece di diminuirli.
  • Fare valutazioni globali positive invece che sul comportamento specifico, può far pensare al bambino che se riesce è bravo diversamente non vale niente.
  • Non aggiungere critiche subito dopo un elogio altrimenti si sminuisce il comportamento corretto invece di rinforzarlo ( oggi sei stato bravo….se facessi sempre così sarebbe molto meglio)
  • Utilizzare un tono di voce diverso dal solito nell’elogiare,altrimenti l’alunno non presta attenzione.

 

Il rinforzo sociale deve avvenire anche a livello non verbale, con carezze, pacche sulle spalle, un sorriso.

È importante accompagnare il rinforzo sociale anche con uno di natura dinamica (la concessione di un privilegio e di un’attività piacevole)

 

È fondamentale inoltre tener presente che un comportamento giusto da parte dell’insegnante e da parte dei genitori non significa trattare tutti allo stesso modo, ma dare a ogni bambino ciò di cui ha bisogno.

 

COMUNICAZIONE SCUOLA –  FAMIGLIA

Affinchè si possano raggiungere dei buoni risultati con bambini affetti da ADHD è di fondamentale importanza che ci sia una comunicazione scuola-famiglia efficace. In questo senso è importante prevedere degli incontri con i genitori atti a sviluppare un piano comune da seguire sia a scuola che a casa per il raggiungimento degli obiettivi scolastici del bambino, in modo tale che le strategie utilizzate in classe siano le medesime utilizzate a casa.

Nell’educazione è presupposto essenziale trasmettere un messaggio dal contenuto relazionale-affettivo, perchè solo con un clima positivo e di fiducia reciproca c’è un incremento dell’apprendimento nei bambini. Per questo motivo è importante essere empatici.

Ma che cos’è l’empatia?

L’ empatia è la capacità di comprendere lo stato d’animo altrui. Significa sentire dentro, essere con l’altro.

è una forma molto profonda di comprensione dell’altro perchè ci si immedesima negli altrui sentimenti.

Il livello di empatia dell’insegnante e dei genitori, che rappresentano la guida e il catalizzatore dell’apprendimento, influenza positivamente la condivisione di affetti, sentimenti e conoscenze.

 

Materiale utile per l’insegnante/genitore

 

Cartellone efficace : In un cartellone efficace è importante associare le regole ad un immagine per far associare più facilmente l’azione alla regola. E’ inoltre importante  dare delle regole partendo dal SI piuttosto che dal NO in modo che i bambini le recepiscano non punitive.

cartellone efficace

Cartellone materiali da appendere : in questa figura si associa l’immagine al materiale scolastico che va utilizzato. Fare un cartellone di questo tipo a scuola è importante per ricordare a tutti i bambini ciò che occorre loro per lo svolgimento del lavoro, mentre a casa è utile per quei bambini con ADHD che hanno difficoltà a seguire una logica, in quanto il cartellone stesso diventa una guida da seguire e quindi un efficace modo di raggiungere piccoli obiettivi ( come fare lo zaino con tutto il materiale giusto) e gratificare il bambino.

esempio cartellone da appendere in classe e a casa

 

Simboli da utilizzare per il materiale: questi simboli è utile farli e ritagliarli insieme al bambino e farglieli attaccare ogni giorno sul diario per avere uno schema del materiale necessario per il giorno dopo. è una strategia efficace perchè il bambino ha un momento unico con i genitori nel quale fanno insieme una cosa per lui ed in più lo aiuta a automatizzare un comportamento. Quando il genitore vede che al bambino non serve più questa routine smette di farla spiegando il motivo e premiandolo.

simboli da utilizzare per il materiale

 

Tempi di lavoro : questo è utile per rendersi conto della difficoltà del bambino nello svolgere un compito. Si può utilizzare in questo modo:
1-Dire al bambino di fare un compito, poi dargli la scheda dei tempi di lavoro e chiedergli quanto tempo pensa ci possa mettere.
2- Fargli fare il compito e poi verificare se la sua ipotesi è confermata.
Di solito nei bambini con ADHD la percezione del compito è distorta e x l’ansia di non riuscire tendono a pensare che sono sempre troppo difficili per loro.
Questa tecnica aiuta il bambino a rendersi conto dei suoi limiti e aumenta la sua autostima.

esempio tempi di lavoro

Comunicazione scuola-famiglia : questa è una scheda da far compilare agli insegnanti quando il bambino ottiene un risultato positivo. Si consegna al bambino stesso che la deve dare ai genitori. Il compito dei genitori è quello di premiare il comportamento corretto. In questo modo il bambino vede la comunicazione scuola famiglia da una prospettiva diversa dalla nota da far firmare a casa e la comunicazione tra le parti diventa più fluida e si riesce a lavorare meglio.

scheda comunicazione scuola famiglia

 

Rinforzi efficaci : in questa immagine vengono descritti i rinforzi atti ad aumentare il senso di autostima dei bambini. Bastano piccoli accorgimenti e frasi dette in modo diverso per ottenere un buon risultato.

rinforzi efficaci a casa

Sistema a punti : i genitori insieme al bambino decidono delle regole da rispettare e ogni volta che il bambino ubbidisce acquisisce punti, (stelline….palline…), se non ubbidisce li perde. A fine settimana si fa il conto e si vede il premio corrispondente.

Si stabiliscono prima i premi (es. 10 punti un regalo piccolo; 20 punti un regalo medio; 30 punti un regalone). Questo è utile per responsabilizzare il bambino e per fargli capire che ad ogni azione c’è una reazione e che è lui a decidere se la reazione dei genitori si tramuterà in premio o no.

sistema a punti
sistema a punti

 

 

 

 

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