Natale e relazioni familiari – Gioia o dolore?

babbo spiaccicato

Il Natale è per antonomasia la festa della famiglia e della gioia, è un momento che ci avvicina ai nostri cari ed occasione per stare insieme a coloro che non vediamo spesso durante l’anno . Ma non tutti vivono le feste natalizie con gioia e letizia, anzi è sempre maggiore il numero di persone che vive questo momento dell’anno con fatica e costrizione.

Se è vero che il Natale è un’occasione per riunire la famiglia, è anche vero che è un momento dove riemergono i vissuti conflittuali sperimentati nei confronti di alcuni componenti della famiglia stessa.

Inoltre, come celebrazione di fine anno, il Natale è anche periodo di consuntivi e le famiglie meno agiate fanno fatica a soddisfare le aspettative intrinseche nella festa stessa: stress derivante dai preparativi, dalla corsa ai regali, dal soddisfare i desideri del partner, dei parenti e degli amici.

Ecco allora che si sente dire sempre più spesso: “Il Natale non lo sopporto proprio” “Le feste mi rendono triste”.

Dietro a queste frasi si possono nascondere meccanismi che portano a squilibrare le abitudini delle persone, le quali, invece di sentirsi felici, percepiscono le” vacanze di Natale” come un obbligo, e il loro umore diventa cupo.

Tra “i fattori di rischio” possiamo trovare i cambiamenti delle abitudini, che durante il periodo natalizio sono completamente modificate sia nei ritmi che nella routine e possono comportare una fonte di stress. I bambini sono a casa da scuola per un lungo periodo e,chi non può prendersi dei giorni di ferie, deve pensare a come, dove e con chi farli stare. Vengono inoltre sconvolte anche le abitudini alimentari e gli orari.

Durante questo periodo, emergono in modo più prepotente i ricordi del passato, il senso di perdita e la nostalgia, proprio per il contesto ed il contorno che caratterizza le feste natalizie.

I fattori climatici ed ambientali possono essere un altro “fattore di rischio” tanto che è stato dimostrato che la stagione invernale può rafforzare la depressione a causa della mancanza di luce.

Letizia e malinconia si associano,dunque, inscindibilmente.

In psicologia il fenomeno dell’infelicità natalizia è conosciuto come “sindrome da vacanze di Natale” e i sintomi principali sono:

–          ansia

–          tristezza

–          persistente “senso di vuoto”

–          sensi di colpa

–          abulia

–          nostalgia

–          aumentata litigiosità

–          incapacità di trovare il “regalo giusto” per i propri cari

Queste sensazioni, passato il periodo natalizio, possono scomparire spontaneamente oppure addirittura aggravarsi. Ecco allora, delle indicazioni utili per ridurre o eliminare la depressione natalizia:

1)      non è obbligatorio manifestare o esibire “spirito natalizio” e felicità se non ci sentiamo psicologicamente in linea con il contesto.  Evitare di fingere permette di allentare lo stress dovuto dalle aspettative di felicità degli altri e  consente di prendere dei momenti in cui mettere se stessi al centro, e dare spazio a quelle attività rilassanti e piacevoli, anche se non di tipo natalizio.

2)      evitare “il vuoto” e l’inattività: durante le feste natalizie, come abbiamo visto, le routine sono notevolmente modificate, molte persone sono in vacanza e più facilmente si rimane scoperti, senza qualcosa da fare. Oppure ci sono persone che si trovano in solitudine, senza nessuno con cui passare il tempo. Diventa importante in questo caso, cercare di impegnare il tempo con attività piacevoli e coinvolgenti.

3)      condividere con qualcuno le proprie emozioni e i propri sentimenti.  Quando ci si sente tristi, depressi, preoccupati e malinconici è importante parlarne con qualcuno, una persona cara, un amico, che possano accogliere lo stato d’animo e ci facciano sentire ascoltati e capiti. Grazie al confronto con l’altro possono nascere nuovi punti di vista e possono emergere nuove soluzioni o prospettive.

4)      evitare di sconvolgere troppo le abitudini e i ritmi che possono facilitare i cambi d’umore se sono troppe e non  equilibrate.

5)      rendere la crisi un’opportunità: vivere un momento di tristezza, se prolungato nel tempo, può far andare in crisi. Ma stare nella crisi e attraversarla, potrebbe essere anche l’occasione di una svolta, un’opportunità di crescita. In questo caso fermarsi ed osservarsi, riflettere sul motivo che ci porta il dolore e la sofferenza  e cercare delle soluzioni  per affrontarlo potrebbe essere un punto di inizio per una nuova vita più serena. In questo caso se non se riesce a stare nel dolore è consigliabile chiedere un supporto allo psicologo per essere accompagnati nella propria consapevolezza che porta alla rinascita.

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