Le fantasie in gravidanza

foto areticolo gravidanza

Il periodo della gravidanza è un momento molto particolare nel quale la donna  vive importanti fasi di cambiamento fisico ed emotivo, che non sempre vengono vissute in modo positivo o comunque di difficile accomodamento. Cambia drasticamente l’immagine della propria fisicità, cambiano i ritmi metabolici, cambia la prospettiva “individualistica” e bisogna accettare la “condivisione” del proprio corpo con il nascituro. La donna incinta dovrebbe accogliere questo nuovo stato, vedendo il suo corpo trasformarsi man mano che passano i mesi, con minor energia a disposizione  e con un’ “accentuata” emotività che la porta ad avere repentini cambiamenti di umore, tutte le risorse a sua disposizione vengono modificate e ci vuole tempo per trovare un nuovo equilibrio. A questi cambiamenti fisiologici e biologici si associa l’insorgere di fantasie negative  sul feto,però, come vedremo,  funzionali al buon attaccamento con il proprio bambino.

Studi psicologici hanno dimostrato che le fantasie più ricorrenti delle madri sono di tre tipi:

–          FANTASIA DI DANNO GENETICO DEL BAMBINO

–          FANTASIA DI ANGOSCIA DI MORTE DEL BAMBINO

–          FANTASIA DI ANGOSCIA DI MORTE DELLA MAMMA

FANTASIA DI DANNO GENETICO:

Solitamente questa fantasia insorge quando la donna in gravidanza percepisce i primi movimenti del feto e inizia a prendere coscienza che dentro di sé si sta sviluppando una nuova vita. In questo momento nella futura mamma  prende piede la paura di far nascere un bambino deformato, menomato o con ritardo mentale. Questa fantasia è molto importante e naturale, ed ha la funzione di creare nella madre uno spazio mentale per pensare al nascituro. Quindi, attraverso una fantasia negativa si sviluppa un pensiero positivo, attraverso la paura di far nascere un bambino con qualche difetto, la madre si dà la possibilità di pensare al proprio figlio in modo positivo e affettivo e si crea uno spazio mentale per pensare a lui. Tramite l’angoscia la mamma è costretta a rappresentare il feto in modo polivalente, creandosi l’immagine del bambino interiore.

 

FANTASIA DI ANGOSCIA DI MORTE DEL BAMBINO:

Insieme alla prima fantasia, ne nasce anche un’altra, apparentemente negativa, ma molto importante per lo sviluppo del senso di protezione materno. E’ la paura che il proprio bambino muoia, che non si riesca a portare a termine la gravidanza o che non sopravviva al parto. Questa angoscia è fondamentale perché è grazie a tale paura che la mamma attiva il suo senso di protezione e la sua capacità di prendersene cura.

FANTASIA DI ANGOSCIA DI MORTE DELLA MAMMA:

Anche la paura di morire è molto importante perché permette alla donna di fare il passaggio da stato di figlia a quello di madre. In questo caso la fantasia riguarda se stessa, e il bambino in arrivo viene visto come “pericoloso” in quanto obbliga la donna a morire come fanciulla e a rinascere come mamma. Passaggio questo fondamentale per l’attaccamento positivo e funzionale con il futuro nascituro.  In questa categoria rientrano tutte quelle paure riferite al dolore del parto, al danneggiamento fisico e mentale fino alla morte della donna.

 

In gravidanza, quindi, i temi di morte sono sempre presenti e la madre è dispensatrice sia di vita che di morte. Come abbiamo visto tali fantasie sono fondamentali per attivare nella futura madre le risorse interne per un buon attaccamento del proprio bambino. Possiamo quindi dire che l’angoscia è il motore dell’evoluzione.  Quando invece, siamo di fronte ad assenza di fantasie, come in quei casi in cui viene riferito che non ci sono stati problemi ne preoccupazioni durante la gravidanza (“non me ne sono proprio accorta…non è cambiato niente…. ho lavorato fino alla fine senza fare brutti pensieri”) è probabile, ma non certo, che tali madri non riusciranno appieno a prendersi cura del proprio bambino proprio perché non si sono permesse di soffermarsi sul momento di cambiamento, anzi hanno tentato di resistere per mantenere la loro parte bambina e non hanno attivato la loro parte materna. L’assenza di fantasie negative è anche presente nei disturbi d’ansia e di depressione.

Il futuro papà, in questo processo di cambiamento e modificazione ha un ruolo molto importante. Infatti, come la mamma è dispensatrice di vita e responsabile del sano sviluppo del feto, ugualmente fondamentale è la funzione paterna che riguarda lo sviluppo del ciclo familiare. In questo senso il padre deve fungere da contenitore delle emozioni della compagna ed fungere da supporto. Per far questo è importante che l’uomo attivi la sua parte femminile, quella che Jung chiama ANIMA, in modo da attingere a tutte alle sue competenze di contenimento e protezione.

Ma anche il  papà ha angosce di morte e le sue risposte emotive possono essere di tre tipi a seconda del rapporto che ha con la propria partner :

–          INVIDIA DELLA CREATIVITA’ MATERNA : in questo caso il papà inconsciamente vorrebbe partecipare all’atto creativo della mamma di concepimento e creazione di una nuova vita e impossibilitato a farlo si concentra sul lavoro e non da spazio alle angosce della moglie, non riconoscendole.

–          GELOSIA NEI CONFRONTI DEL NASCITURO: questo meccanismo si può innescare se il rapporto uomo-donna è di tipo materno. In questo caso l’uomo si sente defraudato dal futuro bambino del ruolo che gli appartiene.

–          PAURA DI PERDERE LA GARANZIA DELL’ATTACCAMENTO CON LA SUA DONNA: di solito questa paura insorge se il rapporto è basato sul possesso ed è di tipo fusionale.

 

In questa delicata fase di cambiamento,che coinvolge principalmente la futura mamma, ma anche il papà  è importante attingere a tutte le risorse interne individuali e metterle al servizio del nascituro e della coppia, in modo da vivere il momento del concepimento come rinascita  e non come minaccia, per trovare un nuovo equilibrio e vivere appieno questo evento unico e meraviglioso.

 

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