I Disturbi Specifici dell’Apprendimento

… Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido….

Albert Einstein (un DSA)

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I disturbi specifici dell’apprendimento (in seguito DSA) riguardano quelle difficoltà legate alla lettura, alla scrittura e al calcolo. In particolare la Dislessia è il disturbo specifico nella lettura che non è accurata e fluente e comunque non adeguata al livello scolastico raggiunto. Mentre la disortografia è il disturbo specifico dell’ortografia dove si evidenziano difficoltà a scrivere le parole usando tutti i segni alfabetici e a collocarli al posto giusto e/o a rispettare le regole ortografiche (accenti,apostrofi, forme verbali).

La disgrafia, invece, è il disturbo della scrittura riguarda la riproduzione dei segni alfabetici e numerici con tracciato incerto, irregolare, nella gestione dello spazio, della direzione e dei margini. Questa difficoltà investe la scrittura ma non il contenuto.

Infine nella discalculia c’è una difficoltà nelle abilità di elaborazione dei numeri, del calcolo o della scrittura e lettura del numero. La difficoltà si presenta anche nel riconoscere le sequenze dei numeri.

Molto spesso i genitori di bambini con DSA non si accorgono che il proprio bambino ha un disturbo specifico e tendono ad associare la non riuscita in ambito scolastico a pigrizia e svogliatezza, atteggiamenti che invece nascondono una forte frustrazione del bambino nel vedere che se anche si sforza non riesce a far bene il compito richiesto. Le ricerche svolte nel corso degli anni, oggi mettono a disposizione dei possibili indicatori DSA per ogni fase dello sviluppo che permettono ai genitori e agli insegnanti di osservare il comportamento dei bambini ed eventualmente vedere se ci sono dei campanelli d’allarme tali da approfondire a livello diagnostico la problematica.

 

Gli indicatori per la fascia 3 – 5 anni sono:

 

  • Nello sviluppo del linguaggio, le prime parole vengono prodotte oltre i 18 mesi di vita e/o le prime frasi, di 2-3 elementi, oltre i 30 mesi.
  • Dai 3 anni, pronuncia male parole lunghe e/o formula frasi molto brevi e/o non corrette.
  • Sostituisce alcuni suoni nelle parole, il suo linguaggio risulta poco comprensibile a persone che non sono familiari.
  • Ha difficoltà nel riconoscere i suoni che compongono una parola e li può confondere.
  • Ha difficoltà nel dividere la parola in sillabe (analisi sillabica) e/o nel ricostruire la parola intera dalle sillabe (sintesi sillabica)
  • Può equivocare ciò che sente.
  • Utilizza parole non adeguate al contesto o le sostituisce.
  • Tende a non ricordare le elencazioni (nomi, cose, numeri, ecc.) specie se in sequenza.
  • Ha difficoltà nel riconoscere e/o imparare rime o parole con assonanze.
  • Ha difficoltà a mantenere il ritmo.
  • Ha difficoltà nel ricordare il nome appropriato degli oggetti.
  • È lento ad ampliare il vocabolario.
  • Ha difficoltà nell’apprendimento dei numeri, dei giorni della settimana, dei colori e delle forme.
  • Ha difficoltà nell’imparare a scrivere il proprio nome.
  • Ha difficoltà nel seguire più indicazioni insieme e routine.
  • Ha difficoltà con i compiti che implicano abilità motorie (allacciarsi le scarpe, ritagliare, infilare perline, ecc.).
  • Può apparire poco coordinato e goffo nei movimenti quando gioca o è impegnato in attività sportive (es. prendere una palla al volo).

 

Gli indicatori per la fascia 5 – 7 anni sono:

 

  • È lento nell’apprendere e nello stabilizzare la corrispondenza tra le lettere ed i suoni.
  • Ha difficoltà nel separare la parola in suoni (analisi fonemica) ed a ricostruire la parola dai suoni (sintesi fonemica).
  • Le capacità di lettura e di scrittura risultano inferiori alla vivacità intellettiva.
  • Ha un’intelligenza vivace e pronta ma il suo rendimento scolastico è basso, specie nelle prove scritte
  • Apprende rapidamente attraverso l’osservazione, la dimostrazione, la sperimentazione e gli aiuti visivi.
  • Può pronunciare male parole lunghe.
  • Ha difficoltà nel leggere singole parole isolate.
  • Esita nel leggere una parola fluentemente, specialmente se è nuova.
  • Fa confusione anche nel riconoscere parole corte.
  • Quando scrive dimentica delle lettere nelle parole e/o le mette nell’ordine sbagliato.
  • La lettura è lenta, priva di espressività e poco fluente (lettura ad alta voce faticosa e stentata).
  • Ha più difficoltà con le preposizioni (di, per, in, su) che con le parole di contenuto (giallo, correre, nuvole).
  • Ha difficoltà nel verbalizzare i suoi pensieri.
  • La comprensione in lettura potrebbe essere compromessa per via della poca accuratezza, velocità e scorrevolezza di lettura.
  • Ha difficoltà nel pianificare e organizzare.
  • Ha difficoltà a leggere l’ora in un orologio con le lancette.
  • Durante la lettura si lamenta di provare sensazioni di movimento o di vedere le parole in movimento o distorte.
  • Sembra avere problemi visivi che i test standard non rilevano.
  • Ha difficoltà a copiare o a riassumere correttamente.
  • Impugna biro e matita in maniera goffa.
  • La scrittura è talvolta illeggibile.
  • Può non essere in grado di leggere la propria scrittura.
  • Ha difficoltà nell’indicare la destra e la sinistra, l’ordine dei giorni della settimana, dei mesi, ecc.
  • Conta esclusivamente sulle sue dita.
  • Può essere capace di elencare i numeri ma ha difficoltà a contare gli oggetti.

 

Gli indicatori per la fascia 7 – 12 anni sono:

 

  • Le capacità di lettura e di scrittura risultano inferiori alla vivacità intellettiva.
  • Continua a confondere la sequenza delle lettere all’interno delle parole.
  • Nella lettura la poca accuratezza, velocità e scorrevolezza pregiudicano la comprensione.
  • L’ortografia è inappropriata all’età (es. legge o scrive in modo differente la stessa parola proposta più volte nello stesso testo; omette, inverte, sostituisce delle lettere).
  • Può avere difficoltà nei rapporti sociali con i compagni e/o gli insegnanti.
  • Nella scrittura spontanea usa un lessico limitato.
  • Non può utilizzare i propri appunti per studiare.
  • Cerca delle scuse per non leggere.
  • Ha difficoltà nel linguaggio non lineare o figurato (proverbi,modi di dire).
  • Non prende o non trascrive i compiti per casa.
  • Ha difficoltà linguistiche in ambito matematico (es. quando legge i problemi confonde i numeri e i simboli).
  • Ha una difficoltà o impossibilità di apprendere le tabelline.
  • Confonde la destra e la sinistra.
  • Racconta i fatti con pochi particolari e in tempi lunghi.

 

Gli indicatori per la fascia oltre i 12 anni sono:

  • Continua a leggere lentamente, in maniera poco fluente e con errori.
  • Ha un bagaglio culturale limitato, per via della difficoltà di lettura.
  • Continua ad avere difficoltà nello spelling.
  • Scrive a mano lentamente, con difficoltà ed il risultato è poco leggibile o illeggibile.
  • Ha migliori competenze orali che scritte.
  • Ha difficoltà nella pianificazione e nella composizione di un testo scritto.
  • Ha difficoltà a riassumere ed a sintetizzare.
  • Ha difficoltà a prendere appunti o a copiare dalla lavagna.
  • Rimanda o evita di fare attività che richiedono la lettura e la scrittura.
  • Non completa i compiti per casa.
  • È lento a rispondere alle domande, soprattutto a quelle aperte (che richiedono una risposta articolata).
  • Ha difficoltà nella memorizzazione.
  • Ha difficoltà nella sintassi e nella punteggiatura quando scrive.
  • Continua a pronunciare male alcune parole.
  • Si confonde nell’usare parole lunghe (es. “deduzione” al posto di detrazione)
  • Ha difficoltà a ricordare i nomi di alcune parole, o oggetti, o nomi di persone familiari.
  • Ha difficoltà nella gestione del tempo.
  • Ha più difficoltà nelle materie letterarie.
  • Ha una bassa autostima e poca fiducia in se stesso.
  • Continua a pronunciare male alcune parole.
  • Si confonde nell’usare parole lunghe (es. “deduzione” al posto di detrazione)
  • Ha difficoltà a ricordare i nomi di alcune parole, o oggetti, o nomi di persone familiari.
  • Ha difficoltà nella gestione del tempo.
  • Ha più difficoltà nelle materie letterarie.
  • Ha una bassa autostima e poca fiducia in se stesso.

 

A queste caratteristiche si associano elementi positivi tipici delle persone con disturbi specifici dell’apprendimento, prima tra tutte un intelligenza nella norma o superiore alla norma.

Inoltre riescono facilmente ad avere una visione d’insieme, a percepire un’immagine nel suo complesso, hanno una percezione globale, riescono a “leggere” le situazioni in modo più ampio.Sono in grado di cogliere gli elementi fondamentali di un discorso o di una situazione.Ragionano in modo dinamico, creando connessioni inusuali che altri difficilmente riescono a sviluppare. Apprendono facilmente dall’esperienza. Ricordano maggiormente i fatti non in modo astratto ma come esperienze di vita, racconti ed esempi, quindi pensano soprattutto per immagini, visualizzando le parole e i concetti in modo tridimensionale. Memorizzano più facilmente per immagini e sono capaci di vedere le cose da diverse prospettive.Tendono ad affrontare i “compiti” con approcci e modalità diverse,percependo ed apprendendo in maniera multi-dimensionale, usando tutti i sensi. Questo vuol dire che tendono a processare le informazioni in modo globale invece che in sequenza. Inoltre sono molto curiosi ed intuitivi, hanno una fervida immaginazione.

Nonostante siano presenti tanti fattori positivi, i bambini con DSA, soprattutto quelli non riconosciuti, vivono costantemente un senso di frustrazione dovuto alle difficoltà di apprendimento e al non riuscire a soddisfare le richieste dell’ambiente in cui vive, sia familiare che scolastico. Tale frustrazione può ridurre il livello di autostima del bambino e aumentare il rischio di disturbi emotivi e psicologici come: ansia, instabilità psicomotoria, depressione,eneuresi e disturbi oppositivi provocatori e della condotta.

E’ importante allora promuovere la resilieza, ossia la capacità di un individuo di resistere con successo a situazioni avverse,imparando a sviluppare competenze a partire dalle difficoltà e rafforzando la fiducia in sé e nel proprio agire.

Come può sviluppare la resilienza il bambino ?

E’ di fondamentale importanza coltivare e mantenere un legame significativo con un adulto, non necessariamente un genitore o un congiunto, in grado di sostenere e accompagnare nei momenti di difficoltà. Anche sentirsi di appartenere a un gruppo che assicuri un livello adeguato di sostegno sociale, anche attraverso il riconoscimento delle capacità di ruolo, è importante, così come lo sviluppo della capacità di cogliere un significato e una direzione nelle proprie esperienze, sottraendole a un vissuto di caos e di destino inesorabile.

I genitori e gli insegnanti invece, oltre all’utilizzo di strumenti specifici compensativi che facilitano il raggiungimento degli obiettivi scolastici, per evitare che il bambino sia costellato il meno possibile da insuccessi che inevitabilmente avranno ripercussioni sul vissuto di SE, devono promuovere la sua autostima. L’autostima. Oltre a essere una componente base della salute mentale,

l’autostima appare associata ai successi scolastici.Performance scolastica e autostima si trovano quindi in

un rapporto interattivo.Da un punto di vista patogenetico, la bassa autostima sembra essere l’elemento più caratterizzante.

Molti studi hanno messo in evidenza come il funzionamento scolastico rappresenti uno dei fattori più

importanti in grado di condizionare l’autostima.

 

In particolare un fattore di primaria importanza nella costruzione e nel mantenimento del benessere sociale ed emotivo di un bambino è legato al sentirsi degno d’amore e capace indipendentemente dalla riuscita in sé, ma dalla presenza di un forte senso di valore personale che permetta di affrontare sia i fallimenti che i successi. Per questo motivo il genitore dovrebbe incoraggiare a sperimentare la capacità di agire sulla realtà esterna per modificarla e favorire lo sviluppo di un senso di autoefficacia e di competenza per recuperare uno sviluppo armonico pur conservando aree di vulnerabili.

Gli strumenti a disposizione dei genitori e che sono indicati nelle modalità di attuazione nei percorsi di parent coaching, sono:

1.Il problem‐solving interpersonale

(es. aiutare il bambino a rendersi conto che c’è un problema; decidere un obiettivo; pensare alle soluzioni possibili; pensare alle conseguenze di ciascuna; scegliere la migliore)

2.Il dialogo interno

(es. aiutare i bambini a monitorare se stessi. Tendono a pensare a se stessi in modo autosvalutante?)

3.L’immagine corporea

(es. aiutare il bambino a rendersi conto di come viene percepito dagli altri e delle potenziali conseguenze del suo comportamento)

4. Evitare che si cristallizzi una reazione di difesa dovuta alla ferita insanabile della propria identità

5. Evitare l’instaurarsi di una dinamica di vergogna, colpa, rifiuto che può pregiudicare anche l’accettazione di ogni aiuto

 

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